La reputazione e il suo impatto sull’impresa, sul brand e sulle città.

Lunedì 23 gennaio al Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino, con Gloria Origgi (docente all’Institut Nicod dell’Ecole Normale Supérieure e al CNRS a Parigi) abbiamo presentato il saggio “La Reputazione”, pubblicato in Italia da Egea – Università Bocconi, già edito in Francia e considerato dalla stampa francese uno dei testi di riferimento sul tema.

Insieme a lei, Paolo Verri, oggi direttore di Matera 2019, ma ben noto per essere stato uno dei protagonisti assoluti nella ricostruzione della reputazione di Torino.

Li ha accompagnati Ettore Chiurazzi, uno dei due fondatori della CaruccieChiurazzi, che ha fatto della costruzione del brand, della sua reputazione e della narrazione d’impresa la chiave di 25 anni di attività.

L’agenzia ha deciso di aprire una sede e di puntare su Torino, città ritenuta modello in Italia per lavorare con partner che abbiano a cuore la cultura d’impresa. Per presentarci abbiamo scelto l’Unione Industriale per sottolineare la nostra vocazione imprenditoriale.

“Noi puntiamo su Torino – ha detto Ettore Chiurazziperchè è la città in cui ci pare che cultura e impresa dialoghino meglio. Ed è qui che vogliamo finalmente misurarci. Gloria Origgi e Paolo Verri sono due amici; con loro abbiamo già lavorato e ci siamo piaciuti proprio per il modo brillante che hanno entrambi di coniugare ricerca sociale, comunicazione, linguaggio creativo, modelli economici e competizione: sono questi gli ingredienti per conquistare il mercato. Alla base di tutto c’è però la reputazione, come costruirla, consolidarla e migliorarla. Una scienza che Gloria Origgi ha teorizzato (il libro è frutto di sette anni di studi sul tema) e Paolo Verri ha messo in pratica, con il recente raggiungimento della candidatura di Matera a capitale della cultura nel 2019: una coppia perfetta sull’argomento. Noi vogliamo offrire il loro punto di vista ai colleghi, imprese e alla PA a Torino”.  

Gloria Origgi ha spiegato che la reputazione è la nostra traccia sociale:Le ragioni del peggioramento o del miglioramento della nostra immagine per lo più ci sfuggono. Eppure la reputazione ci attraversa da un capo all’altro della nostra vita. Vale per noi, per un’azienda, per un prodotto o una comunità. La reputazione è stata stranamente trascurata dalle scienze sociali. Dobbiamo quindi allenarci a riconoscere quale traccia sociale lasciamo nelle relazioni al fine di gestire al meglio il “nostro secondo io”.

Ma la reputazione riguarda anche i territori e le città, come ha speigato Paolo Verri parlando dei due casi di Torino e Matera. “Torino ha una ottima reputazione che è stata capace di costruire sulla riconversione industriale verso i temi della creatività e i servizi al cittadino. Matera ha avuto una profonda trasformazione che l’ha candidata a diventare la capitale della cultura nel 2019, puntando sul design e sull’innovazione culturale”