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SottoTracce è un blog-fucina per decifrare le tendenze emergenti, faro per aziende, consumers e creativi che si muovono in uno scenario ipercompetitivo, veloce e non sempre decifrabile. [...] Leggi tutto »

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18 Gennaio 2010

Il Bif&st: l’altra comunicazione

Autore: ettore

In questo post scrivo di una nostra campagna di affissione. Si tratta di una campagna mulstisoggetto che per ragione diverse è diventata mono soggetto. Gli esperti dicono che in una campagna con più soggetti ciascuno deve funzionare per se. Avevamo progettato la campagna Bif&st tenendo conto di una serie di vincoli. Ad esempio: il preesistente marchio-logo Bif&st ha richiesto uno sforzo d’integrazione sul piano del tono di comunicazione e dell’accostamento alle immagini che avevamo inizialmente scelto per rappresentare la relazione tra la città e il cinema. Lo vedete di seguito guardando i soggetti della campagna che avevamo proposto ed era costituita da più immagini. Immagini in bianco nero non scontate di una Bari diversa, un lungomare non da cartolina e una Piazza Mercantile che quasi ricorda uno scorcio di città in un film neorealista. Immagini molto evocative, che con il loro lirismo ben contrastavano con il font un po art noveau del marchio Bif&st. Insomma la campagna sarebbe stata di 3/4 soggetti compreso il Petruzzelli. Eccovi un paio degli altri. Che ne dite?

Bifest      Bifest


13 Gennaio 2010

Il signore dei marchi

Autore: ettore

Se n’è andato “il signore dei marchi” ovvero Bob Noorda, che nella sua lunga carriera professionale aveva disegnato e ridisegnato celebri marchi, ormai diventati brands. Fra questi solo per ricordarli, Mondadori, Feltrinelli, Coop e tanti altri, oltre alla segnaletica delle metropolitane di Milano, New York e Rio de Janeiro. Perchè lo ricordo, perchè con il suo pensare e fare rigoroso ma straordinariamente creativo ci ha insegnato - come un moderno Michelangelo - che l’efficacia è nella sintesi (nel togliere), senza stupire a tutti i costi, nella pulizia come frutto di un ragionamento che è cultura del progetto. Se ce lo ricordassimo un po’ di più, colleghi e committenti, forse acquisiremmo la consapevolezza che il design, il buon design è funzione e con la sua formazione alla scuola della Bauhaus, Noorda ci riporta alle origini del nostro mestiere. La grafica come forma etica, come pratica intellettuale che riunisce forma è funzione. Nel libro intervista di Francesco Dondina edito qualche mese fa, aveva detto: “Non bisogna stupire a tutti i costi, i giovani stupire a tutti o costi, ma cosa c’è di meglio della pulizia e bellezza di un Helvetica o di un Bodoni ben composti? Oggi molti credono che l’Arial sia come l’Helvetica e il Bodoni come il Times New Roman. Può sembrare un ragionamento colto, ma fare questo mestiere oggi e farlo bene, significa non dimenticare la lezione di Noorda. Anche se come lui stesso diceva “non ho una teoria da divulgare, posso solo parlare del mio lavoro”. Fare questo lavoro, e farlo bene  oggi richiede tempo, dedizione alla ricerca, senso etico e poi estetico. Ricordiamocelo tutti, committenti e colleghi.


29 Dicembre 2009

Un country brand, di paese

Autore: ettore

zaloneDopo aver visto al cinema con mio figlio di 9 anni “Cado dalle nubi” e aver pure riso e avere pure appreso che il film è in cima alle classifiche dei film più visti e con maggiore incasso gli ho chiesto cosa ne pensasse e se si fosse divertito. La risposta mi ha alquanto sorpreso. Secondo la sua lettura, la “morale” del film è: sono migliori quelli del nord, ma la Puglia è più bella. Testuali parole! Una riflessione simile vedendo il film l’avevo già fatta e mi sono anche detto che non ho alcuna voglia di appartenere a questa idea di pugliese “macchietta” che Checco Zalone restituisce e che peraltro, sono certo ormai sostituirà la classica domanda al prossimo viaggio. Temo che quando dirò che sono di Bari, la risposta sarà per sostituzione a quella classica: “ah, la città di Lino Benfi” (la dico alla Banfi per l’appunto, che come tutti sanno è di Canosa) “ah, come Checco Zalone”. […]Leggi tutto »


26 Novembre 2009

Educare dai muri

Autore: ettore

ipercoopMi chiedo ormai da molto tempo quale ruolo abbiamo come comunicatori d’impresa. In una società che ha abdicato completamente al non senso, credo che noi pubblicitari (per cui sopravvive ancora la metafora della Milano da bere, anche se ormai bevuta) abbiamo il ruolo di mediatori culturali. Ciò ci deve fare assumere un senso di responsabilità per quello che facciamo consapevoli che se costruiamo messaggi essi hanno una funzione di azione sulla percezione delle persone e direttamente sulla loro formazione di senso. Che senso abbia allora questa campagna io proprio non riesco a coglierlo. Da osservatore dei comportamenti della marca posso solo aggiungere che COOP dal quale come consumatori ci aspettiamo sempre una proposizione di valore certo molto diversa da quello che abbiamo visto in questo caso. Che dire? A voi i commenti


12 Ottobre 2009

In galera

Autore: giannacarucci

porta enfantmarsupio scontornato

Chi l’ha commissionato, chi l’ha immaginato, chi l’ha progettato, chi ha scelto i materiali, chi l’ha ottimizzato, chi l’ha prodotto, chi lo ha comunicato, chi lo ha venduto, chi lo ha comprato, chi inconsapevolmente ne sarà contenuto.


22 Agosto 2009

Un mood che ci appartiene

Autore: ettore

IAAL’Italy Chapter dell’IAA - International Advertising Association, l’associazione per la promozione della comunicazione nelle sue diverse forme, ha lanciato a partire dal mese di agosto la campagna pubblicitaria dal titolo ‘La buona pubblicità’. L’obiettivo è di valorizzare la pubblicità e i suoi effetti positivi sulla crescita dell’economia. In momenti di crisi si intensificano gli sforzi degli addetti ai lavori per mantenere viva l’attenzione sul ruolo strategico che ha la pubblicità nelle dinamiche di mercato. IAA lo ha fatto con una campagna molto bella anche se in qualche modo lascia credere che nulla sia cambiato dopo l’esplosione della crisi. Cioè il contenuto mi pare un po’ stereotipato e sembra richiamare uno stile degli albori della comunicazione commerciale soprattutto con un mood americano anni 50 che si riferiva ad una boom che certo oggi è davvero lontano.

Comundi bariQuando ho visto la campagna mi è subito tornata in mente questa che vi mostro nell’immagine. Lo stesso tono e trattamento lo avevamo usato in CaruccieChiurazzi quando il Comune di Bari ci aveva commissionato una campagna - ardua - sul senso civico. Se le confrontate sembrano essere state fatte dalla stessa coppia creativa e invece i nostri art e copy avevano usato questo trattamento proprio per semplificare concetti che si fa fatica a spiegare, soprattutto ai baresi.

IAA invece ha fatto una semplificazione che trovo un po’ eccessiva anche se rimarca bene il concetto che la qualità della comunicazione è capace di dare buoni risultati.

Mi piace però ricordare ai blogger che David Aaker uno dei profeti del branding dice che la buona pubblicità “quella fatta bene” rende 5 volte l’investimento fatto. Spiego meglio se fai una buona campagna e hai un budget di 1 € e come se avessi speso 5€.

Quindi la qualità è ben più importante di un culo messo in primo piano e su questo sfido i blogger a dimostrare cosa funziona in momenti di crisi.

 


24 Luglio 2009

Promoculo!

Autore: ettore

culoEcco qui un altra occasione ghiotta di cui ho già parlato in un altro post del blog: creare stupore. Questa volta però si tratta di una campagna di autopromozione. Sull’uso del corpo femminile in comunicazione si è già trattato molto, tuttavia questo caso mi pare significativo, perchè proprio chi dovrebbe conoscere la lezione di David Ogilvy (perché mi fai vedere una bella donna se mi vuoi parlare del tuo prodotto/servizio?) invece se ne infischia. Chissà se se ne infischiano anche i creativi di questo billboard. Provo a fare una analisi elementare della campagna. La prima versione potrebbe essere: per avere successo nella comuncazione, come nella vita - anche quella aziendale - ci vuole fortuna (invito a leggere il libro di Mario Calabresi “la fortuna non esiste” Ed. Mondadori) come se per l’appunto in una attività strategica la fortuna non guastasse e invece in tale attività mi pare che la pianificazione sia un elemento fondante. Seconda versione l’esatto contrario, non è solo una questione di Promostudio, perchè ci vuole fortuna (culo o gambe visto il primo piano) per raggiungere i risultati. Ai blogger lascio libera interpretazione e decodifica. Però non posso fare a meno di fare notare la faciloneria con cui si intende comunicare con questo ads. Sarà forse un ennesimo contributo al cattivo gusto a cui la società italiana va abituandosi sempre piu? A chi è destinata questa campagna, agli imprenditori che frequentano escort? Farsi notare è lecito ma quale ruolo ha la comunicazione nella formazione del costume e nella costruzione di senso, mi pare che sia una questione di cui i comunicatori debbono occuparsi, oltre che di organizzare campagne elettorali.


17 Luglio 2009

Comunicare all’estero non è solo una questione di lingua

Autore: admin

L’8 luglio scorso, CaruccieChiurazzi è intervenuta in un seminario organizzato da Federexport, la federazione dei consorzi dell’export che aderisce a Confindustria.

Durante l’incontro è stata illustrata la situazione non positiva delle exportazioni delle imprese italiane da Lorenzo Papi (segretario tecnico Federexport), mentre Massimo Lupis di Diva Eris ha illustrato brevemente le opportunità per le PMI di rendere efficienti i consorzi dell’export ai fini dello sviluppo delle imprese.

È toccato a Ettore Chiurazzi raccontare attraverso alcuni casi alcuni accorgimenti per che intende comunicare in altri mercati per sostenere il processo di internazionalizzazione.

Ecco un estratto dell’intervento: federexpospeech1.ppt


29 Giugno 2009

La comunicazione della moda: grande in stile, piccola in creatività

Autore: ettore

A seguito del mio speech al seminario di Studi “Lo sguardo e la moda” presso l’Università di Bari riporto una sintesi del mio intervento.

La moda rappresenta ancora un valore distintivo dell’identità della marca Italia, ma a tassi di crescita economica in particolar modo verso l’estero, non corrisponde una crescita qualitativa della comunicazione. L’analisi delle campagne stampa (il media principale di veicolazione) fa registrare un marcato orientamento all’uso della immagine fotografica, cui si associa il marchio del produttore. Questa caratteristica tuttavia, pur denotando l’obiettivo di costruzione della notorietà del brand e di comunicazione del prodotto, rappresenta la vera criticità […]Leggi tutto »


2 Giugno 2009

Mecenati e crisi

Autore: ettore

lumOggi mi sono sentito più barese di quello che ho sempre creduto, ho avvertito il senso dell’appartenenza ad una città alla quale non mi sento affatto di appartenere per tante ragioni. Non è un pensiero profondo forse buono più per la bacheca di Facebook, ma in una città che fa fatica a fare, e in cui è impensabile riconoscere il valore altrui, a quattro giorni dal voto a scanso di sfiorare l’endorsment (sostegno), direbbero gli anglofoni, ho provato una certa soddisfazione andando a visitare il premio LUM al cineteatro Margherita. Come i lettori sanno dopo oltre 20 anni il Margherita si è aperto per ospitare l’ottima iniziativa promossa dalla LUM e dai bravissimi curatori, cui plaudo e a cui va il merito di averci creduto, e agli artisti che hanno dato senso ad un luogo che lo aveva perso. […]Leggi tutto »


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