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Talenti per l’impresa made in CaruccieChiurazzi

invitoNegli ultimi mesi siamo stati impegnati per realizzare il progetto Talenti per l’impresa nell’ambito delle attività del Club delle imprese per la Cultura di Confindustria Bari di cui siamo soci fondatori. Talenti per l’impresa, è il tentativo di parlare d’impresa in forma letteraria per raccontare come e dove nasce l’innovazione, qual è il percorso creativo, chi è il creativo che ha generato l’idea, qual è il contesto ambientale in cui si sviluppa la creatività. È un’azione di scouting per svelare i segreti della creatività d’impresa e raccontare come anche in piccole realtà possa esserci una grande creatività, con l’obiettivo duplice di raccontare la storia di un talento di impresa vista da un creativo/scrittore. La generazione del racconto ha previsto l’incontro tra talenti - il creativo d’impresa e lo scrittore - e le opere letterarie elaborate oltre ad essere pubblicate in una edizione specifica, sono presentate in forma di “mise en espace” da singoli attori e giovani compagnie. Unica eccezione non specificamente letteraria tra le 5 è la gentile partecipazione di Francesco Carofiglio che ha realizzato delle illustrazioni che saranno esposte nel foyer del teatro.

Un ruolo importante l’ha interpretato il Teatro Kismet Opera con il cui contributo sono stati selezionati gli attori/compagnie e curata la regia dell’evento. L’evento si colloca nella VIII settimana della cultura d’impresa di Confindustria.

L’idea che anche nell’industria la cultura tecnico-ingegneristica debba integrarsi con quella umanistica porta e dà spazio in Olivetti a una colonia di letterati Giudici, Fortini, Volponi, Sinisgalli, Pampaloni… Dagli anni ‘40 fino agli anni ‘80 poeti, letterati e scrittori di rilievo della letteratura contemporanea lavorano nella fabbrica di Ivrea ricoprendo ruoli diversi, anche di grande responsabilità. Non è casuale che la Olivetti inserisca nel proprio organico intellettuali di formazione umanistica. Nell’idea di Adriano Olivetti la formazione tecnico-scientifica e quella umanistica si integrano e quindi devono coesistere e cooperare in ogni ambiente. Per Adriano Olivetti l’incontro tra cultura e impresa è stato necessario per sostenere il progresso industriale e per trasformare la fabbrica in luogo di elevazione materiale, culturale e sociale di quanti vi lavorano. Questo incontro non si limitava ad un rapporto di lavoro all’interno dell’azienda, ma si manifestava anche con altre forme di collaborazione. Conferenze e dibattiti con letterati e artisti, promozione e finanziamento di nuove riviste (da Tecnica e Organizzazione a SeleArte, da Urbanistica a Comunità, dalla Rivista di Filosofia a L’Espresso), investimenti in iniziative editoriali, come le Edizioni di Comunità fondate nel 1946, non sono stati eventi separati dalla vita dell’impresa: per Adriano Olivetti sono stati gli strumenti che sono serviti ad animare il dibattito sociale, ad avvicinare intellettuali e umanisti all’impresa, a “fare cultura” nel mondo industriale.

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