7 Ottobre 2011
Temo che sia giunto il momento di rendere pubbliche riflessioni che da tempo sono causa di qualche mal di pancia. Si può fare impresa in modo leale, professionale, trasparente, pagando le tasse, e così via e al contempo partecipare ad una gara apparentemente corretta, trasparente, in regola, con tutti chiarimenti del caso, ma sostanzialmente predeterminata nel suo risultato? Una nota organizzazione parapubblica che opera nel teatro, bandisce ogni anno una gara per la comunicazione che viene aggiudicata forse da 10 anni sempre alla stessa impresa partecipante alla tenzone. Per due anni di seguito abbiamo creduto che potessimo farcela, abbiamo partecipato, abbiamo preso il massimo del punteggio tecnico (è sempre un riconoscimento della qualità che esprimiamo) ma perdiamo per l’offerta economica. Il primo anno perdiamo perchè l’aggiudicatario pratica un prezzo di 1/3 del nostro, la seconda volta per lo stesso motivo. Naturalmente visto che la procedura è costruita su servizi base e un listino di servizi aggiuntivi, nasce il sospetto che chi vinca ormai da 10 anni faccia il minimo dell’offerta per poi recuperare con i servizi a listino. Ditemi se questa non è una finta gara. Come può per ben 10 anni il committente conferire l’incarico sempre alla stesso concorrente? Ribadisco è tutto perfettamente in regola, ma vince sempre lo stesso concorrente! Mi chiedo da tempo: perchè se una organizzazione pubblica vuole lavorare con un fornitore bandisce una gara? Forse la stazione appaltante non sa che partecipare ad una gara ha per gli altri concorrenti un costo? Ma non sarebbe meglio che si trovasse una formula che consentisse al committente di dare un incarico diretto e a noi di toglierci dall’impiccio di fare una gara che è sostanzialmente già assegnata? Per quanto possa sembrare paradossale la domanda che pongo, mi pare che sia più paradossale che il risultato di una gara sia predeterminato da anni.
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