28 Aprile 2010
Negli ultimi mesi del 2009, quando la crisi economica ha rallentato le attività d’impresa con i soci del Club delle imprese per la cultura di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, abbiamo avviato un confronto su quali valori potessero guidare la ripresa. La parole ricorrenti sono state creatività, innovazione, talento. Ciascuno di noi è andato con la mente alla propria impresa alla ricerca di quel particolare momento aziendale o di un gesto particolarmente talentuoso da parte di un collaboratore, alla genesi di una innovazione di processo e di prodotto. Le ipotesi utili a fornire qualche risposta si sono forse susseguite nel tentativo di trovare un’unica e improbabile soluzione. A domande si susseguono domande quando si parla di creatività e di talento. Ci siamo poi chiesti come il talento nascesse nelle imprese indipendentemente dalle peculiarità dell’attività aziendale. Da queste riflessioni e da molte altre sul senso della creatività per e nell’impresa è nato “Talenti per l’impresa”, un progetto di mecenatismo culturale che le 14 imprese socie di Confindustria Bari, riunite sotto la forma aggregativa del club hanno presentato durante la VII settimana della cultura di impresa in novembre scorso. Si è trattato di far incontrare più forme di talento, quello d’impresa e quello di alcuni giovani autori e compagnie teatrali, partendo dall’esperienza di Adriano Olivetti che promosse incontri tra suoi dipendenti e letterati affinché vi fosse una proficua osmosi tra il mondo della cultura e dell’impresa, convinto com’era, del fatto che l’impresa avesse una funzione sociale di creazione di comunità. Dall’esperienza olivettiana ha preso il via il progetto del club cultura. Sono state selezionate alcune imprese che esprimevano sotto diverse forme il loro talento, analogamente la selezione ha avuto luogo verso alcuni giovani autori promuovendo l’incontro con le imprese affinché potessero scrivere un breve racconto sul talento d’impresa che avevano avuto modo di conoscere. Ho partecipato personalmente ad alcuni incontri e ricordo le parole di alcuni imprenditori che ci riferivano di non avere nulla di particolare di raccontare ma di averci di fatto poi trattenuto per un intera giornata in cui il racconto della propria vita si intersecava ogni con una fase della vita aziendale. I quattro racconti di Nicola Lagioia, Carlo D’amicis, Don Pasta, Francesco Marocco e la graphic novel di Francesco Carofiglio diventeranno un libro edito dall’Editore Laterza, ma sono prima di tutto state rappresentazioni del talento attraverso alcune mise en espace organizzate dal Teatro Kismet Opera di Bari che ha coordinato quattro giovani compagnie teatrali a cui è stato dato il compito di mettere in scena i brevi racconti. Cosa possiamo trarre da questa esperienza? Dopo aver incontrato i leader che guidano le organizzazioni raccontate, mi convinco che il talento è una qualità personale, non collettiva, fondata sulla capacità di osare, essere coraggiosi, avere una forte visione utopica ma al contempo possedere capacità e caparbietà nel realizzarla. Il vocabolario della lingua italiana G. Devoto - G.C. Oli, riporta al lemma “talento” i seguenti significati: Talento: sm – 1. Unità di misura di peso greca, di valore variabile secondo i luoghi e i tempi // Antica moneta in circolazione in Grecia e Palestina ai tempi di Gesù. 2. Capacità intellettuale non comune, associata a genialità o estro vivace: avere del t., un giovane di t.; estens.,di persona: è un vero t. // lett. Inclinazione o disposizione d’animo. Come si può notare la relazione tra economia e dote personale era ed è nel senso stesso della parola. Mi ritrovo molto, nel fornire un’ulteriore chiave interpretativa del concetto di talento nell’impresa, nelle parole citate da Stan Davis e David McIntosh in “L’arte del Business” (Ed. Franco Angeli) in cui i due autori affrontano il tema della dualità delle due discipline. Ne riporto una breve sintesi che penso possa dare il senso del modello teorico che ci ha ispirato insieme a quello olivettiano: Quando vi sarete abituati ad assimilare il vostro lavoro a un’opera d’arte e i vostri clienti a un pubblico, gestirete la vostra azienda in modo più profittevole. E quando vi sarete abituati ad assimilare il lavoro a un’opera d’arte e voi stessi a degli artisti, troverete più soddisfazione in ciò che fate. …omissis… Tutti noi, dirigenti d’azienda e artisti, pubblici e consumatori, traiamo notevoli benefici dal fatto di vedere il mondo sia con una sensibilità estetica, sia con un orientamento strategico. Integrare l’arte e il business, mettendo assieme la nostra estetica individuale e il lavoro che facciamo, gestendo flussi economici e artistici dell’attività di impresa: ecco cosa intendiamo per arte del business. Si tratta di una maestria difficile anche da decodificare e che non segue un percorso di costruzione precostituito o lineare, poiché a quella maestria l’uomo arriva per esperienza e con un continuo travaso e scambio tra l’aspetto personale e quello professionale. Ecco che nel semplice racconto di storie personali e aziendali emerge una raffigurazione in cui chiunque legga si riconosce e quindi riconoscerà, attraverso il talento descritto, anche il proprio talento, la propria caparbietà, come invito a perseverare nell’inseguire i propri sogni. Dai quattro racconti e dalle illustrazioni commissionate ai diversi autori, emergono chiaramente storie di persone e di organizzazioni che fanno i conti con il loro mondo. Il corporate storytelling di matrice americana che noi abbiamo tradotto in “racconto d’impresa” forse battezzando un nuova disciplina, consente di raccontare i talenti d’impresa in quanto componenti della identità dell’azienda, come elemento fondante della relazione tra organizzazione e i suoi pubblici interni (soci, azionisti, management) ed esterni (fornitori, clienti). Come raccontare questa identità se non attraverso una forma letteraria che di per sè offre l’enorme opportunità al lettore di comprendere la complessità di un’azienda? Non c’è brochure aziendale, anche la più bella per la grafica e la più accattivante per i contenuti, capace di trasferire storie di uomini e organizzazioni in modo tanto efficace e appassionante quanto un’opera letteraria. Con “Talenti per l’impresa” si rafforza il concetto che l’impresa è cultura, come conoscenza, come racconto della capacità di coniugare utopia e saper fare. Il 20 aprile in libreria Laterza abbiamo finalmente presentato il libro a lettori e imprenditori.
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