26 Gennaio 2011
Qualche settimana fa Oscar Iarussi su Gazzetta del Mezzogiorno ha firmato un bell’articolo dal titolo “Luce a mezzogiorno” sul successo del film di Checco Zalone e su “Benvenuti al sud”, entrambi campioni d’incassi. L’ho apprezzato molto in quanto dava una giusta visione del cinema del sud che racconta il sud.
Ha ragione Iarussi, troppo facili gli stereotipi e troppo facile la loro rinascita.
Come ricorderete in Sottotracce un anno fa avevo scritto che forse questo è un problema del cinema italiano, che non è capace di rinnovare le forme del racconto perche sono più facili alcune logiche narrative che poi fanno anche fare più risultati economici. Con quali effetti però sull’immaginario e sulla percezione nessuno lo misura.
Ho trovato il nuovo film di CheccoZalone meno divertente del primo ma certamente più marcatamente stereotipato nel descrivere il tipo del sud.
L’altro giorno con mio figlio di 10 anni, ho visto Balla coi lupi su Sky e alla fine del film mi ha detto: “papà nell’antichità si facevano film con grande impegno e ora si fanno solo solo per fare soldi?” Eppure ricordo che Balla coi lupi ha fatto molti incassi e molti premi. Saranno anche gli effetti dei tagli al FUS? (ndr: Fondo Unico dello Spettacolo)
24 Luglio 2009
Ecco qui un altra occasione ghiotta di cui ho già parlato in un altro post del blog: creare stupore. Questa volta però si tratta di una campagna di autopromozione. Sull’uso del corpo femminile in comunicazione si è già trattato molto, tuttavia questo caso mi pare significativo, perchè proprio chi dovrebbe conoscere la lezione di David Ogilvy (perché mi fai vedere una bella donna se mi vuoi parlare del tuo prodotto/servizio?) invece se ne infischia. Chissà se se ne infischiano anche i creativi di questo billboard. Provo a fare una analisi elementare della campagna. La prima versione potrebbe essere: per avere successo nella comuncazione, come nella vita - anche quella aziendale - ci vuole fortuna (invito a leggere il libro di Mario Calabresi “la fortuna non esiste” Ed. Mondadori) come se per l’appunto in una attività strategica la fortuna non guastasse e invece in tale attività mi pare che la pianificazione sia un elemento fondante. Seconda versione l’esatto contrario, non è solo una questione di Promostudio, perchè ci vuole fortuna (culo o gambe visto il primo piano) per raggiungere i risultati. Ai blogger lascio libera interpretazione e decodifica. Però non posso fare a meno di fare notare la faciloneria con cui si intende comunicare con questo ads. Sarà forse un ennesimo contributo al cattivo gusto a cui la società italiana va abituandosi sempre piu? A chi è destinata questa campagna, agli imprenditori che frequentano escort? Farsi notare è lecito ma quale ruolo ha la comunicazione nella formazione del costume e nella costruzione di senso, mi pare che sia una questione di cui i comunicatori debbono occuparsi, oltre che di organizzare campagne elettorali.
14 Novembre 2008
Ad Artissima (Torino) l’opera di Giovanni Morbin “Fioriera” fa parlare molto di sè (strano, no?!) e infine, venduta viene tolta in fretta e furia per sedare le polemiche. Questa è la vicenda nei dettagli, resta da chiedersi se nel nome dell’arte si possa realmente passare sopra a tutto. L’artista, che fra i suoi lavori annovera anche una scultura dal titolo “Forza Nuova”, spiega che l’ha fatto per denunciare la banalità del male (cfr. Annah Arendt)…